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Araki Nobuyoshi
Aubertin Bernard
Borra Pompeo
Bueno Antonio
Bueno Xavier
Caffè Nino
Cantatore Domenico
Carrà Carlo
Cesetti Giuseppe
Coda Zabetta Roberto
Consagra Pietro
Fontana Lucio
Frangi Giovanni
Gentilini Franco
Gilardi Piero
Greco Emilio
Guaitamacchi Jonathan
Guccione Piero
Guttuso Renato
Lilloni Umberto
Longaretti Trento
Mathieu Georges
Morris Burton
Oppi Ubaldo
Papetti Alessandro
Perilli Achille
Possenti Antonio
Salvo
Santomaso Giuseppe
Shimamoto Shozo
Siciliano Bernardo
Squillantini Remo
Staccioli Mauro
Sumi Yasuo
Tamburi Orfeo
Turcato Giulio
Vago Valentino
Vasarely Victor
Vedova Emilio
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Tamburi Orfeo
Jesi (AN) 1910 Parigi (F) 1994 |
BIOGRAFIA
Orfeo Tamburi nasce a Jesi, in provincia di Ancona, il 28 maggio del 1910 da Rodolfo e Rosa Papa Tamburi, insieme con il fratello gemello Otello. Nel 1920 nascerà la sorella Iride, seguita, poi, nel 1924 dalla sorella Irma. Nel 1926 consegue la licenza all'Istituto tecnico di Jesi e dal 1927 inizia a lavorare come decoratore in una fabbrica di porcellane. Nel 1928 ottiene una borsa di studio e si trasferisce a Roma dove frequenta prima il Liceo Artistico e, poi, l'Accademia di Belle Arti. Inizia così a frequentare Renato Guttuso ed Ennio Flaiano. Nel 1932 si sposa con Laura Bellini ed inizia ad esporre le sue opere, partecipando a Firenze alla I Mostra dell'Incisione Italiana Moderna e a Roma al Palazzo delle Esposizioni alla III Mostra del Sindacato Fascista delle Arti e del Lavoro. Nel 1935 viene invitato alla Quadriennale di Roma dove espone 23 opere. In seguito parteciperà ad altre cinque edizioni della Quadriennale romana (nel '39, '43, '51, '55 e '72). Riesce, quindi, a vendere 10 disegni al Museo di Roma e con il ricavato finanzia il suo primo viaggio a Parigi dove rimarrà alcuni mesi fino all'anno successivo. La permanenza a Parigi gli permette di visitare musei e gallerie ma soprattutto di incontrare personaggi del calibro di G. De Chirico, A. Giacometti, M. Campigli, T. Foujita, F. De Pisis e Tristan Tzara. Tornato a Roma espone alla Galleria della Cometa (di proprietà della Contessa Pecci-Blunt, allora diretta dallo scrittore Libero de Libero). Incontra, fra gli altri, Cagli, Mafai, Donghi, Broglio, Martinelli e Curzio Malaparte che lo assumerà come redattore della rivista Prospettive da lui diretta. Sempre nel 1936 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia dove ritornerà altre quattro volte, nel '40, '50, '52 e nel '54. Nel 1937 dipinge il grande affresco Carnevale Romano per il Nuovo Palazzo dell'Anagrafe di Roma. Nel 1939 partecipa alla II mostra di Corrente con Mafai, Fazzini, Guttuso e gli altri esponenti del movimento fondato nel 1939 e diretto dall'allora giovanissimo Ernesto Treccani. Nel 1941 espone alla Galleria Barbaroux di Milano e, l'anno successivo, è richiamato alle armi. Nel 1943 espone prima a Roma alla Galleria del Babuino, successivamente a Milano, all'Annunciata e, l'8 settembre, abbandona l'esercito. Dopo alcuni anni di ricerca, nel 1947, insieme con Gentilini, parte per Parigi, dove subito dopo deciderà di vivere e dove incontrerà Leopold Survage, Waldemar George, Ossip Zadkine, Blaise Cendrars, Jacques Villon, Maurice de Vlaminck, Lèon Gischia. Nel 1948 espone alla Galleria Rive Gauche a Parigi, poi al Musée d'Art du Livre di Bruxelles e, l'anno successivo, alla Galleria dell'Obelisco a Roma, alla Barbaroux di Milano, alla Wolsenberg di Zurigo e alla Galleria l'Athenée di Ginevra. Inizia anche la galleria dei ritratti parigini che comprenderà M. Branspart, R. Laudenbach, D. Halévy, M. Sauvage, L. Gischia, R. Toninelli, M. Campigli, G. Severini, F. Bellonzi, R. Carrieri e L. Carluccio. Nel 1950 esegue le scenografie e i costumi per il film Cristo Proibito di Curzio Malaparte e vince il Premio Roma per la pittura. L'anno seguente partecipa come attore protagonista al film L'invidia di Roberto Rossellini. Nel 1952 allestisce una sua personale alla Galleria Magemari di Roma e, nel 1954 alla Galleria del Sole di Milano, alla Galleria Pétridès di Parigi e alla Galleria L'Ami des Lettres di Bordeaux. Nel 1955 realizza le scenografie per Sexophon di C. Malaparte e per La bugiarda di D. Fabbri. Nel 1956 espone alla Galleria Alibert di Roma, alla Galleria L'Ami des Lettres di Bordeaux ed entra a far parte della Giuria della Biennale di Venezia. Nel 1957 è negli Stati Uniti: espone a New York alla Sagittarius Gallery, a San Francisco al Museum of Modern Arts e alla Landau Gallery di Los Angeles. La rivista Fortune gli commissiona i disegni di nove città americane. L'anno seguente è nuovamente in Italia ed espone a Roma alla Galleria dell'Obelisco e all'Institut Français di Firenze. Nel 1959 espone alla Galleria Russo di Roma, all'Annunciata di Milano e all'Associazione Piemonte Artistico e Culturale di Torino. In questi anni collezionerà numerosi premi e riconoscimenti: Premio Maggio di Bari (1954), Premio Lazio alla Quadriennale (1955), Premio Marzotto (1956), Premio Marche (1958), Biennale d'Arte Sacra Contemporanea (1958, 1960), Premio G. B. Salvi (1960, 1961, 1962), Premio Villa S. Giovanni (1962), Premio Vergani-Spotorno (1962), Premio Città di Marsala (1963), Premio Vasto (1966). Nel 1961 è a Londra, nel 1962 espone a Roma alla Galleria Russo, nel 1963 espone i suoi disegni alla Galleria La Galère di Parigi. L'anno successivo è a Bologna alla Galleria de' Foscherari, all'Estense di Ferrara e alla Galleria Ghelfi di Verona. A partire dal 1965 pubblicherà numerosi libri con l'Adriatica Editrice di Bari, le Edizioni Ghelfi di Verona, le Edizioni Brixia e la Prospettive d'arte di Milano. Nel 1966 compie un viaggio in Grecia, poi espone alla Galleria Cavour di Milano. Nel 1968 sposa René Suzanne Toma, torna a Londra e dipinge il ritratto di Rudolf Nurejev, poi espone alla Galleria Borgogna di Milano e alla Galleria Vetrina di Roma. Nel 1969 allestisce una sua personale alla Galleria OZ di Vienna, alla Galleria Gissi di Torino, al Gabinetto Viesseaux di Firenze e alla Galleria La Vetrata di Roma. Fonda a Jesi il Premio Biennale di Pittura "Rosa Papa Tamburi" dedicato alla madre. Nel 1971 riceve dal Presidente della Repubblica la Medaglia d'Oro di Prima Classe al merito della Cultura. Nel 1974 viene allestita una sua grande antologica al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1975 riceve a Roma il Premio Internazionale Città Eterna. Negli anni successivi è un susseguirsi di viaggi, di pubblicazioni e di mostre fra cui l'antologica a Palazzo Frangini di Biglia di Sacile e alla Galleria Gioacchini di Ancona nel 1978, alla Galleria Marisa Del Re di New York nel 1986 e alla Galleria Spazio Prospettive di Milano nel 1993 per festeggiare i suoi 83 anni. Orfeo Tamburi scompare a Parigi il 15 giugno 1994. E' sepolto nel Cimitero degli Artisti di Montparnasse.
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OPERE DISPONIBILI
Bottega grigia, 1962 [SCHEDA]
olio su tela
Formato: 98 x 78 cm
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Ricordo di Pompei, 1962 [SCHEDA]
olio su tela
Formato: 56 x 46 cm
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